DALL'INTOLLERANZA ALLA VIOLENZA. IL VERO VOLTO DELLA SINISTRA

di Enrico Montermini

 

Dal 12 novembre 2011 (dimissioni dell’ultimo governo eletto) la stampa e l'esecutivo hanno stabilito un rapporto simbiotico, che impedisce ai cittadini di formarsi un’opinione corretta su quanto accade in questo Paese. Assistiamo quindi alla censura o alla criminalizzazione delle opinioni contrarie al governo. Ogni voce di dissenso viene sistematicamente bollata come fascista, razzista o populista.


Il concetto è stato mirabilmente esposto dal giornalista Pierangelo Buttafuoco, che nel lontano 2014 demolì Corrado Augias nel salotto televisivo di Lilly Gruber su La7. Le sue parole pesano come le pietre:  << Io sto citando Voltaire. Voglio fare riferimento a Voltaire e [Augias] se ne esce con la sparata dell’antisemitismo: “perché sei antisemita?” Io ricordo: ho sentito questa frase. Un altro avrebbe fatto saltare il tavolo al mio posto, perché quando si citano questi argomenti o si ridicolizza l’interlocutore o lo si criminalizza >>. [1] 


Secondo la Sinistra sono fascisti CasaPound e Fratelli d’Italia, è populista il M5S, è fascista e populista la Lega Nord: in pratica il 50% degli elettori non dovrebbe avere il diritto di parola. I renziani, i boldriniani e i neo-comunisti credono infatti di essere gli ultimi difensori di una democrazia in pericolo. Farebbero meglio a rileggersi Pasolini, che già nel lontano 1973 ammoniva: << Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso >>. [2] Insomma, per Pasolini i fascisti degli anni Settanta erano un nemico immaginario: oggi l’unico partito dichiaratamente fascista è CasaPound, che è accreditato di meno dell’1% dei voti.

<< C’è solo un modo che a un gentiluomo posso chiedere: uscirsene con le scuse. Pretendo le scuse >> fu la richiesta di Buttafuoco alla gratuita accusa di antisemitismo mossagli da Augias.  << Le scuse no, ma mi dispiace. Mi dispiace sinceramente, nel profondo, che tu mi abbia frainteso in questo modo >> fu la risposta ipocrita e indignata del "galantuomo".  A quel punto il più educato Buffafuoco impartì ad Augias un’ultima lezione di civiltà: << è come nel film “Il Federale”, quando [l’ex federale fascista] prendeva legnate da tutte le parti e il professore, in questo caso Augias, lo confortava dicendo: “sai, non è che vogliono dare legnate a te, ma alla divisa che porti”. E quello, gli rispose (Ugo Tognazzi): “eh, ma dentro la divisa ci sono io!” >>. Augias annuì sorridendo. [3] Questo scambio di battute rivela l’incapacità della Sinistra di riconoscere i suoi avversari come interlocutori legittimi, piuttosto che come nemici da abbattere. 


Non basta invocare i valori della Resistenza per essere dalla parte del giusto. La democrazia si difende accettando i principi della costituzione e rispettando la legge, che vale per tutti. Ma il veleno dell'intolleranza, diffuso da tutti i centri di potere della Sinistra negli ultimi sette anni, ha ormai avvelenato gli animi dei giovani dei centri sociali, che si ritengono moralmente legittimati all'uso della violenza contro gli oppositori e hanno consapevolezza di agire in un clima di impunità. Infatti da due mesi si registra un crescendo di aggressioni contro i comizi e i cortei della Destra e persino le commemorazioni delle vittime delle foibe sono degenerate in scontri tra polizia e centri sociali. Pochi giorni fa il vicesegretario di Forza Nuova Giuseppe Provenzale è stato vittima di un sequestro di persona. [4] Si è passato abbondantemente il limite di guardia.


Gravi responsabilità ricadono sulle più alte cariche dello Stato: Mattarella, Grasso e Boldrini gridano contro il risorgere del fascismo e la crescita del populismo, fingendo di non accorgersi che i diritti costituzionali degli oppositori - libertà di associazione, di riunione e di parola - sono minacciati dalla violenza delle frange più estreme della Sinistra. Ora ditemi: in caso di sconfitta elettorale e di eventuale insediamento di un governo di Centrodestra, questi gruppi di violenti accetteranno l'esito delle urne? O tenteranno ancora un braccio di ferro con le Istituzioni per ribaltare l'esito delle elezioni, come al tempo del G-8 di Genova? E ancora: da questo humus di violenza dobbiamo attenderci l'ennesima resurrezione delle Brigate Rosse?


Io non voglio criminalizzare tutta la Sinistra per i comportamenti dei centri sociali, però mi pare evidente che le violenze di piazza non accadono per caso: nascono dalla congenita intolleranza della cultura di Sinistra, sono istigate da leader politici e intellettuali irresponsabili, sono tollerate dagli uomini delle Istituzioni. Si deve dare un taglio con questo circolo vizioso prima che ci scappi il morto: dopo potrebbe essere troppo tardi per tornare indietro.


Enrico Montermini 25.02.2018

 



[1] Otto e Mezzo, 5.11.2018, su “La Sette”: https://www.youtube.com/watch?v=RUE6FUp_Hfc
[2] Antonio Marras, Antifascismo, arma di distrazione di massa, su “Il Secolo d’Italia”, 12.12.2017, http://www.secoloditalia.it/2017/12/la-lezione-di-pasolini-a-fiano-antifascismo-arma-di-distrazione-di-massa/
[3] Otto e Mezzo, cit.
[4] Francesco Patané, L'aggressione al dirigente di  Forza Nuova, alta tensione per il comizio di Fiore, su "Repubblica", 22.02.2018:  http://palermo.repubblica.it/politica/2018/02/22/news/l_aggressione_al_leader_di_forza_nuova_alta_tensione_per_il_comizio_di_fiore-189433607/

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